la rebelión consiste en mirar una rosa

hasta pulverizarse los ojos


Alejandra Pizarnik


ETIQUETAS

Oggi sono un fiore di lotto, di Claudia Fernández, Turin, 5 di marzo 2023

 


©Claudia Fernández



 

 

C’è nel mio cuore un uomo che ha il mio nome.


Presenta tratti profondi di mio padre che solo io posso vedere.


Costruisce case, qualcuna con le proprie mani, la casa sua che ama e che non abita...


Questo uomo è inconcluso nel suo modo d’amare e chi non lo è? Le domando al mio cuore?


Lui mi chiede e si chiede cosa sia l’amore. Abbassa la testa, spaventato sfugge.


Segnala il suo dolore fuori di sé e mi chiede.... Che cos’è l’amore....


Sembra un bambino non cresciuto nella sua anima.


Le sue mani sono colori e creazione.


La sua voce mi veste, la sua voce mi sveste l’anima.


Questo modo inconcluso d’amare che ha l’angoscia e non può abbracciare a chi ama. Perché è lontano.

Non succede a tutti noi?


Alle volte immagino che cerca sempre un’immagine passata e perduta impossibile. E lui sa del suo impossibile, e lui sa della sua inconcludenza...


Guarda, osserva, non parla, non risponde, aspetta. Sa aspettare ho aspetta? Cosa mi domando?????


Mi chiedo chi è concluso tra noi esseri umani???!!!


Chi è che sa dire il giusto???!!!


Chi è che non sente angoscia e alle volte non può abbracciare chi ama???!!!


Chi non può alle volte ne parlarne, ne chiamare ne rispondere perché ha perduto la suavoglia d’amare e ha il cuore pieno di dolore e rispetto???!!!


Chi è che non osa più e abbassando la testa pensa solo al lavoro e va avanti e basta??? A quanti di noi questo accade????!!!! Per tamponare il dolore e non pensarci????!!!!


A chi non ha mai successo questo che lo dica per favore adesso......


Nessuno ci può insegnare a vivere soli soletti sappiamo. Solo noi


Mi siedo davanti alla mia vita, al mio specchio..


Qualcuno mi dice la parla inconcluso. E piango, e rido e amo.


Mi siedo di fronte al mio specchio e qualcuno mi dice, di non dimenticare il mio. VALORE.


Mi siedo davanti alla mia vita e qualcuno mi dice respira profondamente tu lo sai fare.


Respiro, piango, mi vedo, sento il mio valore dentro anche per me.


Mi piacciono i miei capelli, il brillare dei miei occhi. Mi rispetto per quello che faccio e per quello che sono.


Chiamerò a questo uomo, proverò a sentire la sua voce. Con la mia forza di fiore di loto.






©Claudia Fernández

Turin, 5 di marzo 2023


Scrittore, fotografo, artista multimediale, psicologo psicoanalitico italo-argentino.

Ha lavorato in contesti di immigrazione. Questo gli ha permesso di approfondire temi importanti come: il trauma, lo stress, la perdita e il lutto.



Dopo molti anni di lavoro nella clinica psicoanalitica, con bambini, adolescenti e adulti, ha portato avanti una ricerca con lo yoga e la psicologia. Ha sperimentato la realizzazione di laboratori di marionette (come oggetto espressivo e terapeutico lavorando con persone con disabilità).



Vive a Turin, in Italia, dagli anni '90 e continua a lavorare con la psicoanalisi.











VIVI PAROLA LUCE, di Claudia Fernández, Turin, abril 2024

 

©Inge Morath




 

Accade un giorno dopo la Pasqua del 2024, avevo guardato attentamente una mostra fotografica di Inge Morath intitolata “L’OCCHIO E L’ANIMA”.


“... il profondo e mai convenzionale sguardo sulla realtà, di una donna. La mostra si ha svolto al filatoio di Caraglio dal 19 di febbraio fino a d’aprile. Celebra nel centenario dalla nascita della prima fotogiornalista della Agenzia Magnon Photos.


Portando oltre 200 fotografie delle sue opere nelle sale dello storico opificio, che per secoli ha impiegato proprio la manodopera femminile nella filatura della seta.


Ero curiosa e interessata della storia di questa donna che e stata la moglie di Arthur Miller, una donna che non si fermava mai nello scatto della sua curiosità.


Fotografa una lama in macchina, trasportata in un tassi per le strade di New York, perché non c’era nel momento un altro messo di trasporto.


Le fotografie sono una mia passione, io faccio la psicanalista, e tante volte i pazienti arrivano con una parte della loro vita, come se fossi stampata in una fotografia che è rimasta immobile nella loro mente e nel loro cuore.


Ed è attraverso la parola e la mia passione per la professione, che mi metto a fotografare la loro anima per mettere quella fotografia in movimento.


Un movimento vitale, perché la vita, l’immaginare, il sentire, sono sempre in movimento non si fermano un secondo, come la vita che scorre in noi.


Quel giorno era un lunedì di pasquetta, non dimenticherò mai quella giornata.


I miei amici guardavano la mostra molto lentamente, io avevo finito prima ed ero uscita a godermi il sole di fine marzo che accarezzava la mia schiena.


Prendo il mio cellulare e vedo che era arrivata una mail.


VIVI!!!!!! Si. Era lei. Erano 47 anni che io nos sapevo nulla di lei.


Quella mail, per me era una lettera, come quelle che ci avevano scritto per un corto periodo durante i primi tempi del suo esilio in Venezuela 1979-80.


Lei mi ringraziava della mia presenza nei tempi prima della sua partenza, mi ringraziava con delle parole che sconvolgevano l’anima.


In quel periodo avevamo solo 20 anni studiavamo giornalismo, durante la dittatura del 1976, in Argentina.


Vivi aveva dovuto scappare per salvare la sua vita.


La gente pensante non andava bene erano un pericolo, e sparivano.


In Chile ne 1973 con l’assassinio di Salvador Allende, la dittatura di Pinochet lasciava i cadaveri delle persone assassinate per strada e le persone si ribellavano in qualche modo.


Ci avevano pensato bene in Argentina in farle sparire seminando il silenzio e il terrore.


Il terrore ci avevo chiuso la bocca, l’anima. Ci aveva fatto sparire della nostra presenza, lasciando scene e flash persi, disorganizzati, senza chiarezza nella nostra memoria.


Questo incontro con Vivi, ha aperto finestre, spalancato portoni e tutti questi bucci riempiti di angoscia oscura, hanno incominciato a riempirsi di parole luce.


Gli sguardi attraverso la videocamera, le lacrime di commozione, un fiume di allegria e di risate.


Lo spazio sentito, e come se mai proprio mai si sia perso, l’amore, la solidarietà e la voglia di vivere.


Adesso più che mai, essendo adulte contemporanee siamo unite nel cuore per quello che eravamo prima della dittatura, durante, e per quello che siamo diventate adesso, in continua trasformazione. E in una nuova costruzione di questo tempo nuovo che ci tocca vivere.


Essendo a Roma una mattina mando un video a Vivi cantando il mio mantra NAM MIOHO RENGE KYO.


Lei mi risponde dicendo che lo conosceva, che le era stato trasmesso di una persona in un momento di molta difficoltà e paura della sua vita, mi racconta addirittura che aveva un poster appiccicato a casa sua con il mantra, e che nei momenti di difficoltà lo metteva in pratica.

©Alexandra Hedison


Abbiamo cominciato un percorso molto diverso della nostra vita a partire del nostro meraviglioso incontro.


È crollata la paura e si è aperto un mare e un cielo azzurro di scoprire ogni giorno, per la felicità di avere un corpo sano e sentirci vive.


La cosa meravigliosa di questo incontro e che Vivi è una giornalista ed scrittrice, mi ha coinvolto a scrivere e pubblicare articoli, e dopo tanti anni si è aperto in me una creatività incredibile, come se mi avessi invaso nella scrittura tutto l’amore verso lo umano che ho. C’è in noi un urlo che dice :


UN NO ENORME ALLA VILOLENZA E ALLA GUERRA, ognuna dal suo piccolo nella propria quotidianità ci abbiamo trovato ad essere noi stesse con tutta la nostra forza.


Io inizio ogni giorno con il mio disarmo interiore, per continuare a disarmare LA GUERRA, perché noi NON LA VOGLIAMO COME TANTI ALTRI ESSERI UMANI. NON LA VOGLIAMO. E CHE SIA BEN CHIARO.


Un grande e infinito grazie a Vivi mia, come si dice a Roma.

 



©Claudia Fernández

Turín,  aprile 2024

Scrittore, fotografo, artista multimediale, psicologo psicoanalitico italo-argentino.

Ha lavorato in contesti di immigrazione. Questo gli ha permesso di approfondire temi importanti come: il trauma, lo stress, la perdita e il lutto.



Dopo molti anni di lavoro nella clinica psicoanalitica, con bambini, adolescenti e adulti, ha portato avanti una ricerca con lo yoga e la psicologia. Ha sperimentato la realizzazione di laboratori di marionette (come oggetto espressivo e terapeutico lavorando con persone con disabilità).



Vive a Turin, in Italia, dagli anni '90 e continua a lavorare con la psicoanalisi.











 

Anais Nin: Moriré siendo poeta…/ texto del Diario I








Moriré siendo poeta. 
Asesinada por los que no lo son. 
No renunciaré a ningún sueño,
no me resignaré a ninguna fealdad, 
no aceptaré nada de otro mundo, 
que no sea el que yo misma he construido. 
He escrito, vivido y amado como Don Quijote 
y el día de mi muerte diré:

 “Que me perdonen, 
todo esto ha sido un sueño” (…)


Diario I 







CARLOS GIMÉNEZ EL GENIO IRREVERENTE, de Viviana Marcela Iriart, Ed. Escritoras Unidas & Cía. Editoras, 11 de marzo de 2023

 









The New York Times: “El director, Carlos Giménez, ofrece un drama de tan ardiente erotismo que es difícil saber si el olor a fuego en el auditorio proviene de los braseros en el escenario o de los cuerpos de los actores.El Sr. Giménez crea un espectáculo con la belleza y la grandeza cromática de una pintura de Gericault y envía a sus personajes a girar en torno a ella en una danza hipnótica, pero sin difuminar las complejas líneas de la trama".

The Guardian, Londres: "No había tomado en cuenta la brillantez del adaptador y director Carlos Giménez cuya versión me impactó muchísimo. La genial producción de Carlos Giménez está destinada a ser una de las más espectaculares del Festival".
Der Tagesspiegel, Berlín: "Carlos Giménez realiza una puesta ritual, tenebrosa, sofocante, monumental, que emana un poder del que no se puede escapar y que ni el idioma español puede expresar".
Gabriel García Márquez, México: "Absolutamente emocionante...No se oyó volar una mosca, no se oía respirar".

Universidad de Cambridge, Gleen Loney: “En Caracas hay un joven director que ha encontrado la esencia del estilo épico de Brecht y los elementos de los métodos de trabajo de Peter Brook, en soledad, lejos de los maestros europeos. El director es Carlos Giménez”.


Carlos Giménez (Argentina 1946-Venezuela 1993) realizó su primera gira teatral europea a los 17 años y a los 19 ganó sus primeros premios en Europa.
Fue invitado por Joseph Papp a dirigir en Nueva York; por Giorgio Strehler para dirigir en Italia; por Christiane Dior para presentarse en su teatro en París; por Jack Lange para presentarse en el Festival de Teatro de Nancy, Francia...
Realizó más de 50 giras internacionales por 5 continentes cosechando arrolladores éxitos y recibió más de 100 premios y/o condecoraciones en 7 países.
En apenas 29 años dirigió 101 obras en 8 países, muchas de las cuales fueron un hito en el teatro mundial:  El Coronel no tiene quien le escribaLa CelestinaBolívarEl ReñideroSeñor PresidenteLa Muerte de García LorcaTu país está felizMozart el Ángel AmadeusPeer GyntEl Campo... 

Carlos Giménez fue el fundador, con María Teresa Castillo, del Festival Internacional de Teatro de Caracas (FITC) en 1973; el Festival Latinoamericano de Teatro de Córdoba, Argentina, 1984; de los grupos Rajatabla, El Juglar y más de 20 instituciones o festivales de teatro en Argentina y Venezuela.

Murió el 28 de marzo de 1993 y el gobierno venezolano decretó 3 días de duelo. 

“¿Quién dirige con la mentalidad única de un Fellini,

planea con la paciencia de un Kissinger,

combina el arte y el comercialismo con la astucia

de un Joe Papp y vive en Caracas,

después de haber resucitado de entre los muertos?  

Carlos Giménez

Jeff Levis



Lee gratis el libro haciendo click abajo: 

CARLOS GIMÉNEZ EL GENIO IRREVERENTE



Joseph Papp, José Antonio Rial y Carlos Giménez en Nueva York, preparando el estreno en inglés de La Muerte de García Lorca, producida por el primero, escrita por el segundo y dirigida por Carlos. Fuente: Margarita Irún



El libro muestra lados pocos conocidos del genial creador, como su deportación de México en 1973 por dirigir una obra que no le gustó al gobierno, contado por la actriz Teresa Selma  y  Carlos en la intimidad de su hogar narrado por el actor Ángel Acosta

La biografía  tiene ensayos de Rubén Monasterios y Carlos Pérez-Ariza y testimonios y anécdotas  contadas por el poeta y periodista venezolano José Pulido; la ex presidenta del CONAC y excongresista venezolana,  Paulina Gamus Gallegos; la ganadora del Festival de Cannes, la actriz y directora argentina, Norma Aleandro; la fundadora del Centro Cultural Prisma y mecenas de la cultura venezolana, Esther Dita Kohn de Cohen; el artista multimedio venezolano, premio Fundación Guggenheim, Rolando Peña; el Coordinador del Sistema de Teatros de la Ciudad de México e iluminador, Ángel Ancona; los ex Rajatabla Ángel AcostaRoberto MollMarcelo Pont David BlancoAitor GaviriaJuan PagésDiego BalaguerLuis Garván; las ex Rajatabla  Teresa Selma,  Cecilia BellorínFrancis Rueda; la actriz y docente de Rajatabla Mariel Jaime Mazalos ex El Juglar Miguel BazanoJorge PinusÁngel Fernández MateuJorge Arán; la ex directora de cultura de Chacao, Venezuela, Carmen Carmona; la actriz y el actor, ex Comedia Cordobesa, Betty Angelotti y Alvin Astorga; la ex presidenta del Centro Cultural Prisma y directora teatral argentina-canadiense,  Marta Candia; los críticos  teatrales venezolanos Rubén Monasterios, Carlos Pérez Ariza y Leonardo Azparren Giménez y la crítica chilena Sonia M. Martin; la sobrina y sobrino de Carlos, Gabriela Llanos y Carlos Cassina; el fundador del Centro Dramático El Theatrón, el director venezolano  Rodolfo Molinael artista plástico venezolano José Augusto Paradisi Rangel; el dramaturgo y director argentino José Luis Arce.

El libro tiene fotos originales de Miguel Gracia, Streuli Roland, Marta Mikulan-Martin, Martha Swope, Luis Skobar, Ángel Ancona, Marcelo Pont.

Este es el segundo libro sobre Carlos que escribe la autora. El primero, ¡Bravo, Carlos Giménez!, con prólogo del poeta y periodista José Pulido,  publicado por la misma editorial en 2016, también puede leerse gratis on-line.



Escritora argentina-venezolana nacida en La Plata en 1958 y radicada en Caracas en 1979. Dramaturga, guionista, entrevistadora, productora teatral, editora de libros y revistas.

Trabajó con Carlos Giménez en el Festival Internacional de Teatro de Caracas y en el Ateneo de Caracas. Creadora del blog, canal de You Tube y página de Facebook: Carlos Giménez Creador Teatral.

Fue editora de la revista subterránea de cultura Machu Picchu (1978, La Plata) y coeditora de las revistas Intermedio y Primera Fila (Caracas).

Ha publicado las novelas: Lejos de CasaUna Cierta Mirada,  La Casa LilaHistorias de Crisi y su sicoanalista Berlia.

Las obras de teatro: Puerta abierta al marEsquina con malvonesGente a vista,  Truman (con Leonardo Losardo).

Los libros de entrevistas  ¡Bravo, Carlos Giménez,  EntrevistasOtras Entrevistas,

Ha sido traducida al inglés y al portugués.

Creadora de Escritoras Unidas & Cía. Editoras y del blog cultural Escritoras Unidas & Cía.


Carlos Giménez en la web

 Blog /YouTube/Facebook




Carlos Giménez por Viviana Marcela Iriart, entrevista de Nelson Rivera: "Al llegar le sucede algo extraordinario: conoce a María Teresa Castillo", Papel Literario, El Nacional, Caracas, 3 de marzo de 2024

 



Infinitas gracias a Nelson Rivera, director de Papel Literario y a El Nacional por conmemorar a Carlos a 31 años de su muerte. Viviana


¡BRAVO, CARLOS GIMÉNEZ!, segunda edición, prólogo de José Pulido, textos de Carlos Giménez, portada de José Augusto Paradisi Rangel, entrevistas de Viviana Marcela Iriart, 18 de octubre de 2023

 



En conmemoración a sus 30 años de ausente presencia. Segunda edición ampliada del libro publicado en 2016.
Con textos de José Pulido, Carlos Giménez, José Augusto Paradisi Rangel, Teresa Selma, Roberto Moll, Juan Pagés, Esther Dita Khon de Cohen, Mariel Jaime Maza, Carlos Cassina, Roberto Magurno, Juan José Bartolomeo, José Luis Montero Conde, María José Alfaro, Carlos Pérez-Ariza, María Teresa Castillo, Viviana Marcela Iriart.
Entrevistas a Norma Aleandro, Ángel Acosta, Ángel Ancona, Betty Angelotti, Jorge Arán, Irene Arcila, Alvin Astorga, Leonardo Azparren Giménez, Diego Balaguer, Miguel Bazano, Cecilia Bellorín, David Blanco, Marta Candia, Carmen Carmona, José Simón Escalona, Paulina Gamus, Luis Garván, Aitor Gaviria,  Migdalia Guerrero, Elaiza Irizarri, Gabriela Llanos, Sonia M.Martin, Ángel Mateu, Rodolfo Molina, Rubén Monasterios, Xiomara Moreno, Néstor Muzo, Elio Palencia,  Jorge Pinus, Marcelo Pont, José Pulido, Aura Rivas, Francis Rueda, Teresa Selma.

El libro, editado por la editorial on-line Escritoras Unidas & Cía. Editoras, puede leerse gratuitamente en el siguiente link: 



¡BRAVO, CARLOS GIMÉNEZ!





"MARÍA TERESA CASTILLO-CARLOS GIMÉNEZ- FESTIVAL INTERNACIONAL DE TEATRO DE CARACAS 1973-1992", de José Pulido, Rolando Peña, Karla Gómez, Viviana Marcela Iriart, Carmen Carmona y Roland Streuli, edición Escritoras Unidas & Cía. Editoras, diciembre 2023

 


©Rolando Peña-Karla Gómez


El libro María Teresa Castillo-Carlos Giménez-Festival Internacional de Teatro de Caracas 1973-1992 homenaje a los 50 años del primer FITC, a los 30 años de la muerte de Carlos Giménez y a los 11 años de la desaparición de María Teresa Castillo, esos seres mágicos que fueron quienes lo inventaron y lo dirigieron durante 20 años, es el resultado de la unión de un equipo de personas maravillosas que se unieron para hacerlo posible, donando su arte, su tiempo y su dinero: el poeta José Pulido (prólogo); el artista multimedia Rolando Peña y  la directora de arte Karla Gómez (portada);  la gerente cultural  Carmen Carmona (producción general);   el fotógrafo  Roland Streuli (fotografías)  y la escritora  Viviana Marcela Iriarten idea, edición, entrevistas y producción general.

El poeta José Pulido, en una parte de su magnífico prólogo, nos cuenta:

“María Teresa parecía un terremoto de entusiasmos. Nada era imposible para su voluntad de generar actividades que semejaran siempre una siembra fundamental. Ella se desvivía por demostrar la espiritualidad del país, la inteligencia del país, la fertilidad intelectual del país.

 Es de imaginar lo que ocurrió cuando ella y Carlos Giménez se conocieron y se juntaron en torno a un objetivo, amando el destino del arte.

 Porque Carlos Giménez era un terremoto de entusiasmos: nada era imposible para su voluntad de generar actividades. Él la miró y le dijo: “Hagamos buen teatro, señora María Teresa”. Y ella también lo miró y de una vez le dijo: “hagamos eso, muchacho querido”.

 


“Ephémere”, Ko Murobushi Company, Japón, 1992. ©Roland Streuli

 

El libro cuenta con catálogos del FITC, textos de Carlos Giménez y María Teresa Castillo y valiosos testimonios de personalidades de la cultura mundial: la dramaturga y escritora Elisa Lerner; el director del diario El Nacional, Miguel Henrique Otero; el dramaturgo José Gabriel Núñez; el director y dramaturgo fundador del Theja, José Simón Escalona; el escritor y crítico Rodolfo Izaguirre; el diseñador de iluminación y gerente cultural mexicano, Ángel Ancona; la cofundadora de la Compañía Nacional de Teatro y gerente cultural, Elaiza Irizarri; el cineasta y escritor Alberto Ferreras; la actriz, directora y productora Teresa Selma; el actor y docente Roberto Moll, la dramaturga Indira Paez; la ex directora general del CONAC y escritora, Norka Valladares; el dramaturgo y director Elio Palencia; el actor y productor Karl Hoffman; el artista multimedia José Augusto Paradisi Rangel; la actriz y docente Francis Rueda; el director y gerente cultural José Luis Montero Conde; la gerente cultural francesa Bernardette Chaudé; el actor y cofundador de Rajatabla, Juan Pagés; el director de Rajatabla, William Lopez; el director y fundador del Theatron Centro Dramático, Rodolfo Molina; el director y dramaturgo José Dominguez; la consejera académica y gerente cultural Marta Queralt Vila; el dramaturgo y director Daniel Uribe; el actor y director Aníbal Grunn; el productor y escritor Armando Africano; el actor y productor Ángel Acosta; el actor argentino Alvin Astorga; el ex director de la Casa del Artista, Juan José Bartolomeo; el gerente cultural Marcos Belisario; el director y fundador del grupo Bagazos, Gerardo Blanco; el músico cubano Juan Marcos Blanco; el actor Roberto Calvarese; el realizador de escenografía Esmeiro Herrera; el diseñador de iluminación Jose Jimenez; el actor Vito Lonardo; el fotógrafo Nicola Rocco; el actor Gerardo Luongo Zoppi; el actor y director Alfonso Rey; el actor Manuel Villalba; la ex empleada del Ateneo de Caracas, María Magdalena Leseur Maldonado y testimonios del equipo realizador.

El libro María Teresa Castillo-Carlos Giménez-FITC 1973-1992, de lectura gratuita, edición de Escritoras Unidas & Cía. Editoras22 de diciembre de 2023, fue realizado sin subsidios ni aportes de la empresa privada. 



LEE GRATIS EL LIBRO HACIENDO CLIK ABAJO

MARÍA TERESA-CARLOS-FITC